Psicologo Paola Fumagalli

Ipocondria: quando il malato è immaginario

ipocondria

L’ipocondria in epoca antica indicava un malessere che si riteneva localizzato nella fascia addominale. Solo più tardi si comprese che invece la causa di questo malessere era collegata ad aspetti psicologici dell’individuo, in particolare al tentativo di controllare il timore di malattie e della morte.


Oggi questo disturbo psichico è molto più conosciuto ma è importante fare chiarezza per capire come gestirlo al meglio. In particolare è fondamentale essere consapevoli dell’inevitabilità di eventi legati a malattie o sintomi, accettandoli come parte di noi.

I SINTOMI

In gergo medico, l’ipocondria può essere definita Disturbo da sintomi somatici, se sono realmente presenti sintomi fisici, o Disturbo da ansia di malattia, se tali non sono presenti.


In entrambi i casi l’individuo che ne soffre vive una eccessiva, persistente e sproporzionata preoccupazione per la propria salute, accompagnata da fortissimi livelli di ansia.


L’individuo, quindi, controlla costantemente il proprio corpo, ricerca informazioni e rassicurazioni online o da professionisti e familiari oppure, al contrario, evita visite mediche e ospedali per paura di scoprire di avere davvero una grave patologia.


La particolarità è che la paura non si placa nemmeno di fronte agli esiti di visite o esami: di fronte a test medici negativi, il soggetto può stare ancora peggio perché convinto che nessuno lo prenda sul serio e lo potrà curare e aiutare.


Questi comportamenti possono compromettere e deteriorare il funzionamento lavorativo, familiare e sociale, inficiando la qualità della vita della persona che ne è affetta.

CAUSE E ASPETTI PSICOLOGICI

Le cause dell’ipocondria possono essere diverse. La paura di ammalarsi o di avere patologie può derivare da storie pregresse, specialmente vissute in infanzia, di malattie proprie o di un membro della famiglia, oppure di malasanità ed errori diagnostici.


Di base sembra esserci però nella personalità di persone ipocondriache una forte tendenza al controllo con conseguente ansia in caso non si riuscisse a controllare e gestire tutto ciò che accade. A questo si aggiunge una visione di sé come fragile, vulnerabile, debole: questa convinzione di essere cagionevoli e predisposti alle malattie determina quindi l’idea di doversi preoccupare per la propria salute.


Inoltre va ricordato che il corpo rappresenta il nostro “biglietto da visita” per relazionarci con gli altri, la nostra immagine riflessa e, a livello più ampio, come percepiamo noi stessi. In quest’ottica, quindi, l’idea di avere un corpo fragile sarebbe collegata con una fragilità mentale dell’individuo.

COME SI CURA

I due fondamentali step per affrontare l’ipocondria sono:

  • Prenderne consapevolezza
    Chi vive nell’eccessivo timore di una malattia, può avere difficoltà a riconoscere che l’origine del problema è psicologico e non fisico. E’ importante che l’ipocondriaco identifichi quindi che dietro alle preoccupazioni ci sono paura, sconforto e fragilità, soprattutto legate al senso della vita e alla propria identità.
    Solo prendendo coscienza delle emozioni che stanno dietro al tentativo di controllo e costruendo ipotesi più realistiche e alternative alla malattia e alla morte, si potrà riacquisire un senso di sé più stabile e una vita più ricca e serena.
  • Chiedere aiuto
    La richiesta di aiuto può essere difficile perché chi soffre di ipocondria, dovendo controllare tutti gli eventi della vita, potrebbe avere paura di creare una relazione profonda con un estraneo. Questo perché confidarsi con qualcuno potrebbe minacciare la propria identità, autosufficienza e autonomia.


In realtà, qualora esami e visite mediche non riscontrassero alcuna malattia ma rimanesse la paura di essere malati, diventa fondamentale chiedere aiuto a uno psicologo o uno psicoterapeuta.


E’ importante non aver paura di essere ridicolizzati o di sentir sminuire le proprie paure: con empatia e comprensione, un esperto di salute mentale potrà aiutare a ridurre l’ansia e i pensieri disfunzionali relativi all’eccessiva preoccupazione per la propria salute e a non vedere se stessi soltanto come fragili e vulnerabili.



Paola Fumagalli

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